Ravioli vegani di farro con paprica, alghe irlandesi e tortilla chips

Ricorda che ogni persona che incontri ha paura di qualcosa, ama qualcosa e ha perso qualcosa.
[H. Jackson Brown Jr]

Chissà che storie possiedono le cose che non conosciamo. Come questa forchetta: viene da un mercatino dell’antiquariato, e me l’ha venduta una signora dai capelli lunghi bianchi. Aveva una treccia bellissima, e ho quasi pensato che la forchetta fosse un tempo stata sua. “Questa faceva parte di un servizio completo, è inglese!”… Come non detto: chissà perché questo manico di osso un po’ crepato e i fiori incisi mi ricordavano lei, una signora segnata dalla vita ma non dal tempo, ancora piena di fiori che attendono di schiudersi. E invece è inglese, chissà magari di qualche cottage, quelli in cui ti siedi a pranzo e ti prendi il tempo per parlare, per goderti quello spazio di mondo tutto tuo, dove natura e silenzio si accompagnano a pagine ingiallite di libri…

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Chissà che storie possiedono le persone che non conosciamo. Non vi fermate mai a pensare alla vita che può avere il vostro vicino di auto al semaforo? E quel frammento di vita che ti porta a camminare fianco fianco con uno sconosciuto? Bene, quel frammento non andrebbe preso, curato, anche un po’ custodito? In fondo nulla è per caso, e sarebbe bello che tutti gli incontri della nostra vita diventassero storie da raccontare. Perché sarebbero sempre bellissime storie: anche se sofferte, o negative, o inattese, ci sarebbe sempre un germe di insegnamento in quell’incontro. Che, prima di ogni altra cosa, ci renderebbe un po’ diversi da come eravamo prima.

Chissà che storie possiedono le tante vite che non viviamo e non vivremo mai. E non si tratta di abbandonarsi ai ‘se’, ma trasformare quei ‘se’ in ‘pensa se’: pensa se l’avessi conosciuto, pensa se avessi scelto quello, pensa se mi fossi sbagliato. L’azione del pensare non è un abbandonarsi ai se, ma riflettere su di essi e, anche in quel momento, migliorarsi un po’.

Chissà che storie mai potremmo scrivere io e te. Te che mi stai leggendo, che non conosco e che potrei conoscere, perché noi con una semplice ricetta ci stiamo condividendo, stiamo entrando uno nei mondi dell’altro: so che mi leggerai, tu sai che io desidero che tu mi legga. E pensa se un giorno potremmo parlare di questo, insieme.

Sono gli incontri che trasformano la nostra vita in tante vite, dove l’altro sono gli altri che come frammenti di tempo ci invitano a pranzo nel loro cottage. A parlare di storie e a leggere pagine ingiallite dal tempo…

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RAVIOLI VEGANI CON ERBE AROMATICHE, CREMA DI RISO ALLA PAPRICA, ALGHE E TORTILLA CHIPS

Questo piatto nasce dal mio incontro con tanti mondi differenti, ma legati da un filo che riconosco unico: grande passione e rispetto per il proprio lavoro, grande energia, grande vitalità. Così ho messo insieme dei ravioli vegani di farro VERYS, un (bellissimo) piatto artigianale pugliese LA SPASA, qualche alga d’Irlanda e paprica spagnola. E tacos sbriciolate per finire in bellezza. Un delirio di sapori, dove ogni ingrediente rappresenta un incontro: questo è ben più di un semplice piatto di ravioli 🙂

All-focus

Ingredienti per 4 persone 

1 confezione di Ravioli al farro con tofu e spinaci Verys (250 g); 100 ml di crema di riso; 1 cucchiaino di paprica affumicata forte in polvere e a scaglie; una dozzina circa di tortilla chips (più quelle che mangerete cucinando!); 20 g di Alghe selvatiche irlandesi Panelaerbe aromatiche miste (io adopero sempre quelle di Provenza); olio evo, sale e pepe q.b.

Preparazione 

  • In una padella scaldate leggermente la crema di riso con paprica affumicata, le erbe aromatiche e un pizzico di pepe. Amalgamate bene e lasciate da parte.
  • Buttate i ravioli in abbondante acqua bollente salata, scolateli al dente e finite di cuocerli nella crema di riso e paprica. Aggiungete 1/2 cucchiaio d’olio e mescolate il tutto.
  • Servite con le alghe, le tortillas sbriciolate, un po’ di paprica e un filo d’olio.

Prodotti 

099ae8_e72807be81a44d71b6e38ab8bfc7e966VERYS / 

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Il piatto fa parte della linea Schizzato di LA SPASA. Prodotti artigianalmente a Grottaglie, provengono dall’estro e dall’amore di Lucia e Riccardo. Da innamorarsene (di loro e dei piatti!) .

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