Lanx Satura. Zuppa di cipolle al pesto di nocciola in ciotola di pane

Satura quidem tota nostra est… 
[“La satira è certamente tutta nostra”, Quintiliano]

Cosa c’entra una zuppa di cipolle con la Satura lanx? E soprattutto: che cos’è la Satura lanx o lanx Satura?
L’espressione è latina ed era utilizzata per indicare un piatto ricco di ogni sorta di bontà che venivano date in offerta agli dei, soprattutto alla dea Cerere, divinità della terra e della fertilità.
Data la sua grande ricchezza ma soprattutto varietà, il concetto della lanx Satura diede poi di conseguenza anche il nome al genere letterario della satira, nato appunto da una mescolanza di stili diversi. Sia la lanx satura sia la satira condividono il concetto di varietà, alimentare la prima, contenutistica e stilistica la seconda. E non dimentichiamo anche il nostro aggettivo sazio, da satur, strettamente correlato con il concetto di pieno, vario e abbondante.
Eccoci qui, con la nostra lanx satura. L’uso romano ma poi anche medioevale e rinascimentale era di preparare ricchi piatti presentati all’interno di “contenitori” commestibili. E nulla di meglio del pane che, una volta scavato, diventa un perfetto recipiente che si può colmare con zuppe, paste, terrine. A Praga, per esempio, il caratteristico gulasch vi verrà servito all’interno di una pagnotta leggermente speziata. Impossibile lasciarne anche solo una briciola: il pane trattiene quello squisito sughetto piccante e la scarpetta sarà d’obbligo.

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In omaggio a una zuppa di cipolle assaggiata una volta nella Val d’Ossola – un piatto tipico di quella zona, povero ed estremamente gustoso e saporito – ho deciso di creare anche io la mia personale Satura lanx. Con un pane insaporito al limone, rosmarino e parmigiano, e una zuppa mantecata al pesto di nocciole dei miei amici di Sciara.
Se la satira era tutta latina, la zuppa di cipolle nel pane è “tota nostra”. Ricca, buona, bella da vedere, rustica e raffinata insieme, oltre che  sana.

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ZUPPA DI CIPOLLA IN CIOTOLA DI PANE INSAPORITA AL PARMIGIANO, ROSMARINO E LIMONE. MANTECATURA AL PESTO DI NOCCIOLA

Ingredienti per 4 persone

4 biovette di pane bianco (pagnottelle di medie dimensioni, anche di orzo, integrali o di segale andrebbero molto bene); 1 cipolla bianca grande, 3 cipolle rosse piccole; 1 bicchiere di vino bianco; 1 cucchiaino di brodo granulare di verdura bio San Martino; 50 g di parmigiano a scaglie; qualche rametto di rosmarino); 4 cucchiaini di pesto di nocciola Sciara; 1 cucchiaino di zucchero di canna; la scorza di mezzo limone; olio evo, sale e pepe q.b.

Preparazione

  • Preparate la zuppa: in una padella fate saltare le cipolle tagliate finemente con un cucchiaio di olio, un pizzico di sale e pepe e lo zucchero. Sfumate col vino, aggiungete il brodo caldo e le erbe aromatiche. Fate cuocere per una ventina di minuti
  • Tagliate la calotta alle pagnotte e svuotatele della mollica. In una ciotola mescolate il parmigiano a scaglie con olio, gli aghi del rosmarino sminuzzati, pepe, la scorza del limone. Ottenete una sorta di pesto grossolano e aiutandovi con un pennellino da cucina, insaporite con questo il pane internamente e sotto il coperchio. Infornate in modalità grill per 10 minuti a 160° insieme alla mollica che avete fatto insaporire con il condimento rimanente.
  • Riempite ogni pagnotta con la zuppa calda e mantecate con il pesto di nocciola. Servite con la mollica calda e croccante a parte. 

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