È tempo di MELAGRANA: antipasto, primo e dessert

Si trattava del fatto che, fra tutte le doti di quell’essere [Kurtz] tanto dotato, quella che emergeva in modo preponderante, che dava il senso di una presenza reale, era la capacità di parlare, il dono della parola: questa dote che sconcerta o illumina, la più nobile e la più spregevole, vivificante flusso di luce o torrente ingannatore scaturito dal cuore di una tenebra impenetrabile.

[Joseph Conrad]

Frutto dai mille frutti. Non è forse il senso del Natale? Penso che la melagrana sia adatta a questa stagione perché ci ricorda un piccolo presepe, pieno zeppo di personaggi, dettagli, sfumature, fiocchi di neve appesi sulle grondaie, qualche briciola di pane per gli uccelli, una cesta piena di pane caldo e tanti biscotti allo zenzero. Frutto dai mille frutti. Come i giorni che ci conducono al Natale, ognuno diverso, ma in ognuno ci sono piccoli tormenti, grandi attese, speranze velate di desideri che si appannano o si definiscono. Piano piano. Semini su semini, circondati da un bianco che sembra una coperta. Solo che quella parte bianca della melagrana va tolta perché amara, mentre le coperte, quelle no, quelle vanno tenute strette. Perché ogni coperta è una persona che tiene a noi e ci protegge.

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Frutti pieni di tanti frutti. Un simbolo di vita, come quando fai l’albero, lo decori e poi, solo alla fine, lo vesti con le luci e in quel momento lui si anima. Qualcosa entra in lui, gli dà spirito e parola, che poi è la stessa cosa. Anche la melagrana parla, quei tanti piccoli frutti escono fuori come tante scintille dal camino. Saltellano su e giù e prendono vita. Mi soffermo sulla bellezza di un frutto così perfetto, ha questi chicchi che sembrano sfere di cristallo rubino riflesse dal sole. Ma il sole del mattino, delicato e deciso insieme. È tempo di melagrana, è tempo di Natale: nei giorni ricolmi di scintille di attesa e bellezza, nostalgie e speranze, dove noi siamo chiamati a pescare la bellezza, darle spirito e regalarle parola. Creare insomma melagrana parlanti, alberi parlanti, stelle parlanti, Natali parlanti. Passo dopo passo, giorno dopo giorno…

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Un menu a base di melagrana: QUICHE AL FARRO, CREMA DI FINOCCHI E RICOTTA; BIGOLI CON FONDUTA DI TALEGGIO E CASTAGNE; BUDINO DI CANAPA E CACAO AMARO

Pensate che il melograno arriva dalla tradizione greca che lo considerava un frutto dell’Ade. Era connotato tanto positivamente (le spose intrecciavano i loro capelli con rami di melograno e spesso il frutto veniva presentato accanto al mirto, albero della gioia dedicato ad Afrodite) quanto negativamente: si considerava come cibo mortifero, e il fatto di rompere la dura scorza per mangiare i chicchi significava staccarsi dall’Unità primordiale per buttarsi nella molteplicità. Dal mito si transita poi alla simbologia cristiana: i semi di melagrana vengono considerati simbolo della perfezione divina, unitamente alla rotondità del frutto, espressione dell’eternità divina, e la delicatezza del succo, segno questo delle soddisfazioni dell’anima. Infine, il colore rosso-rosato richiama al sangue e alla Passione di Cristo, così come all’incarnato roseo di Maria. Nelle rappresentazioni pittoriche del celebre episodio della Cena in Emmaus, compare proprio il nostro melograno, in un cesto accanto al pane e al vino e insieme all’uva. Tutti elementi estremamente simbolici e carichi di significato.

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Un frutto sorprendente, la melagrana: ricca di vitamine e minerali, rinforza il sistema immunitario e ha grandi proprietà antiossidanti. Aiuta la digestione e ha una funzione antibatterica. Attenzione a consumare il succo appena preparato, perché i suoi principi attivi si ossidano velocemente alla luce e all’aria .

Ecco quello che ci voleva: un MENU A BASE DI MELAGRANA. Piatti perfetti per l’autunno, tonici e confortevoli, buonissimi e semplici da preparare. Meglio di così;)

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Ingredienti

Per la quiche

Per la pasta: 150 g di farina di farro; 80 g di burro; 60 ml di acqua fredda; sale q.b.; erbe di Provenza (1 cucchiaino); 1 cucchiaio di latte parzialmente scremato. Per il ripieno: 1 finocchio; 1/3 melagrana; 100 g di ricotta (uso quella fresca del Caseificio Maria della Stella di Rivoli, TO); 1 cucchiaino di pangrattato; 50 g di nocciole; 1 cucchiaio di olio; sale e pepe q.b.

Per i bigoli

300 g di bigoli Sgambaro; 250 g di taleggio; 1 melagrana; 40 g di castagne cotte e vapore; 1 bicchiere di latte parzialmente scremato; 1 cucchiaio di olio; sale e pepe q.b.

Per il budino

100 g di semi di canapa decorticati Strabuono; 500 ml di acqua fredda; 130 g di zucchero di canna; 4 g di agar agar; un pizzico di zucchero vanigliato; 1 cucchiaio raso di cacao amaro

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Preparazione

Per la quiche

  • Nel mixer unite la farina di farro, il burro freddo di frigo a pezzetti, un pizzico di sale e pepe e le erbe di Provenza (se non le avete, sostituitele con un mix di origano, timo, salvia e menta). Azionate il mixer per un minuto. Otterrete un composto sabbioso: mettetelo su un piano da lavoro, formate una fontana e versateci piano piano l’acqua fredda. Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo. Formate una palla e mettete in frigo a riposare.
  • Pulite e tagliate il finocchio a pezzetti e fatelo andare in padella con olio, sale e pepe per una decina di minuti. Aggiungete il latte e cuocete ancora per qualche minuto.
  • Frullate il finocchio insieme alle nocciole (lasciatene qualcuna da parte).
  • In un recipiente, unite la crema di finocchio alla ricotta, i semi di melagrana, il pangrattato e mescolate il tutto con un giro d’olio. Aggiungete le nocciole spezzettate grossolanamente.
  • Stendete la brisé in una teglia rettangolare, farcite con il composto e decorate con qualche striscia di brisé.

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Per i bigoli 

  • Mettete a bollire l’acqua per la pasta (salate sempre al momento del bollore)
  • In una padella, preparate la fonduta con il taleggio a pezzetti, un pizzico di pepe nero e il latte. Fate sciogliere lentamente a fiamma bassa mescolando. Aggiungete le castagne sbriciolate.
  • Buttate la pasta, scolandola al dente e riservando un po’ di acqua di cottura.
  • Mantecate la pasta con la fonduta, aggiungete l’acqua di cottura (circa un mestolo) e la melagrana. Ultimate con un giro d’olio.

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Per il budino

  • Frullate i semi di canapa in acqua fredda. Filtrate con un colino.
  • Pulite la melagrana, e in un pentolino fate scaldare un cucchiaio di zucchero di canna e i semi di canapa finché non si forma lo sciroppo. Tenete da parte.
  • In un altro pentolino mettete 120 g di zucchero di canna e fate caramellare un minuto. Unite il succo della melagrana, il latte di canapa e 4 g di agar agar in polvere. Mescolate a fuoco basso per cinque minuti. Fate raffreddare e mettete in frigo per almeno un paio di ore.

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Prodotti 

Pasta Sgambaro

Strabuono

Caseificio Maria della Stella

 

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