Restaurante FREI BERNARDO ad Alcobaça: un angolo muito português

La poesia: fare una cosa che non esiste, ma che una volta creata sembra sia sempre esistita.
[Charles Simic]

IMG_20160820_174744Ilda e Manuel sono due personaggi del sogno e della fantasia. Appartengono a quel mondo in cui le cose non hanno bisogno di essere spiegate, non hanno bisogno di perché e per come. Vivono, si completano, e maturano da sé, perché appartenenti a quel mondo sospeso e immaginario in cui tutto è come dovrebbe essere. Ecco, sì: Ilda e Manuel sono come dovrebbero essere, scesi da una realtà fantastica in un’altrettanta realtà fantastica, calati in una dimensione dove, grazie al loro lavoro, rendono felici tante, tantissime persone. Esistono nel momento in cui si è in grado di entrare in quel loro mondo fatto di piatti tipici, di grande fatica, di sacrifici e di un amore smisurato per quello che fanno. Tutto è come lo sguardo del signor Manuel quando sorridendo mi dice “Qui l’ingrediente è l’amore”; tutto ha i colori della bella maglia rossa che la signora Ilda ha indossato questa sera: brilla Ilda, brillano di quell’impercepibile e tangibile qualità dell’essere che non si può spiegare: perché – ripeto – esiste e basta.

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Il loro ristorante FREI BERNARDO è all’ingresso di un paese delizioso: Alcobaça. Circondato di ceramiche e di tessuti floreali (la cosiddetta “Chita di Alcobaça”), il colpo al cuore è dato dal Monastero del XII secolo, che è immenso, grandioso. Anche il non lontano Museu do Vinho merita una visita: il più grande della Regione, con migliaia di oggetti, bottiglie, etichette. Sembra che qui qualcuno tiri le corde di una musica un po’ magica, quella sinfonia che lì per lì non riesci a comprendere, e magari ti sfugge anche un po’, ma poi ti entra dentro, ti marchia e non se ne va più.

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Ilda e Manuel e il loro Frate Bernardo, che è la loro piccola, anzi grande creatura, perché il ristornate è bello grande e – soprattutto – sempre bello pieno. Li ho conosciuti per caso: il menu posizionato sulla strada mi aveva attirato, tra Frango na Pucara, Sardinha assadas, Polvo à Lagareiro. Una cucina tipica, tipicissima, quelle che piacciono a me. In quel primo pranzo quest’inverno mi sono entrati nel cuore: lei con quell’accoglienza quasi materna, lui in apparenza silenzioso ma poi dolce e premuroso.

E poi quel polpo: tenero, coperto di aglio, servito con del cavolo verde strascicato che può dare dipendenza. Una cucina sana, casalinga come ce ne sono poche: qui hai proprio la sensazione di mangiare a casa, ma meglio. Amo questo posto, circondato di azulejos, amo il loro Bacalhau na brasa con uova e patate, amo il loro modo semplice attraverso il quale – se potessero – ti regalerebbero il mondo. Amo la loro generosità che mi va dritta al cuore e mi fa riflettere che, in fondo, il cuore è il regalo più facile ma anche quello più difficile.

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Torno a cena: questa volta Ilda mi stupisce con un meraviglioso Cocktail de camarão (cocktail di gamberi) preparato apposta per me e servito in una coppa con ghiaccio e acqua colorata di rosso. I gamberi sono naturalmente freschissimi, ma quello che mi stupisce è la cura e la bontà di questo piatto così scenografico.

IMG_20160820_201823Poi arrivano i pezzi forti: una Sopa de legumes (Zuppa calda di verdire) anticipa il Frango na Púcara (pollo nella terracotta) e il Cordeiro assado no vinho tinto (agnello cotto nel vino rosso). Vette di sublime: il pollo è preparato con cipolle, farina di maizena, un po’ di Porto, alloro e vino bianco. Si scioglie in bocca, è delicato, saporito, la consistenza è quella di uno spezzatino, sento perfino profumo di chiodi di garofano… Ilda mi mostra una rivista di cucina del 1991 in cui lei, proprio lei, ne racconta la ricetta. L’agnello mi fa viaggiare ai miei cinque anni, quando a Bressanone ero riuscita ad addentarmi ben undici costolette. È un cibo che mi porto dietro da sempre, quel profumo che restava sui vestiti tutte le volte che lo trovavo a pranzo da mia nonna, quel cordeiro mangiato a Bragança nel mio primo pranzo portoghese. Ilda me l’ha preparato, buono come è buono l’oceano tutte le volte che, calmo, dimostra che ti sta aspettando. Anche i piatti di Ilda e Manuel ti aspettano…

Per questa volta lascio da parte i dolci, anche se i loro Doces conventuais a base di uovo e mandorle sono proprio una coperta calda. Frei Bernardo è nelle loro mani dal 1987, insomma ha la mia età, e questo mi fa sentire ancora di più parte di una famiglia portoghese dove le porte sono sempre aperte e i piatti sempre pronti.

Se la semplicità si può percepire in un arredamento, la generosità in un’offerta e la bontà in un piatto ben riuscito, esiste una forma genuina e quasi atavica di poesia, che è un misto di pianto, estasi, commozione, nostalgia, che non si può proprio spiegare.

In posti come questi, insieme a Ilda e Manuel, avverto quel senso di impotenza nel non riuscire ad afferrare tutto per tutto il tempo che vorrei. Mi sento come una corda tesa di Fado, così consapevole del bel suono prodotto da aver paura di terminarlo. Saudade, o forse semplicemente poesia, negli oggetti, negli sguardi, in queste coscette di pollo preparate con un amore sincero e pulito.

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Passate a trovarli, abbandonatevi a questa famiglia che vi aspetta e lasciatevi prendere dal sugo deciso del polpo all’aglio; godetevi il gusto del pane fatto in casa e dell’olio, fate scarpetta e beveteci insieme un bicchiere di Vinho Branco, della regione ovviamente. Fate in modo che l’incanto non resti sulla soglia della vostra casa, ma entri dentro, andando a riempire quelle zone che di solito lasciamo vuote. Non è solo una cena, è un balzo nella vita di un tempo o nella vita che vorremmo fosse vita sempre: quieta, felice, malinconica il giusto, e intrinsecamente buona.

Dove

RESTAURANTE FREI BERNARDO

Rua Dom Pedro V, 19, Alcobaca 2460-029, Portugal

+351 262 582 227

Aperti tutto l’anno. Prezzi: 8-12 € (porzioni molto abbondanti, un piatto di pesce si può tranquillamente dividere in due!)

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