Foglie di ulivo STRABUONO al sapore portoghese

Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole…

[G. Verga]

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Ogni mattina ti svegli: la nebbia è ancora molto alta. Anzi, non c’è altro se non quella: una sottile pioggerellina che ti copre viso, capelli, occhiali. E va dritta al cuore, suggerendoti che forse quella brina non è brina, ma polvere di lacrime dell’oceano. Così anche quell’umido diventa poetico. La giornata inizia molto dopo, quando le lacrime si asciugano e il sole prepotente lava via nebbie e buio e fa avanzare una luce generosa e piena. Finalmente, intorno alle 11, ci si può dare il buongiorno. E non perché prima non lo sia stato, anzi. Non vedere cosa c’è dietro ci fa immaginare che cosa ci sia dietro. Il non vedere oltre fa scatenare un’immaginazione che forse non alimenteremmo: e così tutte le mattine io dietro quella finta nebbia immagino che volto possa avere l’oceano. E ogni giorno ha un volto diverso: pensieroso il lunedi, scanzonato il venerdì, felice e quieto la domenica. L’oceano ha il volto che gli diamo grazie alla nebbia che ci fa sognare e immaginare un po’.

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Ma torniamo a noi, sono le 11 e il piccolo mercato del paese sfoggia come al solito pesce freschissimo: salmoni, orate, branzini, sgombri, suri e gamberi come se piovesse. Sono gamberi proprio belli: rosa, lunghi e grassottelli, hanno il colore della bellezza e della salute. La signora del pesce mi assicura che sono muito bom muito bom muito bom. Sono molto buoni, la sola cosa che conta. Ne prendi mezzo chilo circa, per quattro persone dovrebbe bastare. Poi ti sposti al banco vicino: c’è un vecchietto un po’ malconcio che vende frutta fresca, olive, frutta secca e lupini. Il suo banco sembra una tavolozza caduta per terra: i colori si sono mescolati senza un senso logico, ma qui è l’illogico che ti interessa e ti fa bene al cuore. Sei in Portogallo, in fondo, e il non senso delle cose è il senso di ogni cosa. Compri due pesche, un sacchettino di olive, una bella testa d’aglio, frutta secca mista e un pacchetto di lupini che sgranocchi sulla via del ritorno. Ami i lupini perché ti mettono in contatto con il mondo dell’autentico e della poesia: sanno di biscotti, li sgusci mentre cammini, qualcuno ti scappa anche via perché sono lisci e levigati come pietre al sole. Ti ricordano Verga e quella maledetta barca di lupini che è finita in mare. Ne sgranocchi un altro e senti tutto il dramma di Padron ‘Ntoni.

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Ecco che puoi tornare a casa: nel cestino hai tutto quello che ti serve, inclusa una buona dose di caldi raggi di sole che ti serviranno per cucinare. Manca solo lei, la protagonista, che ha sulle spalle circa 2000 chilometri di viaggio ma è arrivata, illesa e ancora più bella di prima. La pasta alla canapa STRABUONO è pronta per tuffarsi in quella padella di mare e aria, calore e bellezza. Sono FOGLIE D’ULIVO di CANAPA BIO, profumano di sano e buono come d’altronde tutti i loro prodotti. Sono eleganti, sembrano giunchi sulla spiaggia mossi dal vento. Il vento le pettina, le rende lisce e belle. Apri il pacchetto e senti il profumo della pasta: sa di canapa, e non sai che profumo sia, ma riconosci che è quello e ti piace perché è lo stesso di quando metti il pane in forno e la notte rilascia quell’odorino meraviglioso di casa e di bene. Ecco: casa e bene, questo piatto sa di casa e bene…

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FOGLIE D’ULIVO STRABUONO CON GAMBERI, PESCA E FRUTTA SECCA 

Se scegli ingredienti freschi, non avrai bisogno di andare fino in Portogallo, anche se ti assicuro che la resa migliore è proprio lì, davanti all’oceano. Cerca pesche succose, gamberi rosa e belli e chiedi che siamo “muito bom”. Magari la pescheria ti passerà per matto, ma non importa: tu devi poter preparare un piatto strabuono. Ricorda che la frutta secca non deve essere troppo salata, l’aglio fresco e anche un po’ di peperoncino in polvere che non guasta mai.

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Ingredienti per 4 persone

1 pacchetto di FOGLIE DI ULIVO STRABUONO (500 gr); 400 gr di gamberi interi puliti; 100 gr di frutta secca (anacardi, nocciole, noci, mandorle, noci pecan, pistacchi); 1 pesca gialla; 1 spicchio d’aglio; 2 cucchiai di olio evo; sale e pepe q.b; 1 cucchiaino di peperoncino in polvere; ½ bicchiere di vino bianco.

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Preparazione

  • Metti a bollire l’acqua per la pasta. Lava i gamberi, lasciandoli interi. In una pentola, scalda un cucchiaio di olio con l’aglio, il peperoncino e, dopo un paio di minuti, aggiungi gamberi e un pizzico di sale e pepe. Unisci il vino e fai andare il tutto per cinque minuti minuti. Pela la pesca, tagliala a pezzetti e uniscila ai gamberi. Mescola e lascia riposare.
  • Butta la pasta, scolandola tre minuti prima del necessario (quindi 6 minuti al massimo). Falla saltare in padella con gamberi e pesche per un paio di minuti. Aggiungi un cucchiaio di olio.
  • Servi con una sbriciolata di anacardi e un pizzico di peperoncino. E goditi tutto fino all’ultima nocciola.

  • È così: la pasta Strabuono ha quella marcia in più delle cose buone. Una bontà intrinseca che schizza fuori come onde incontenibili. I gamberi vanno a nozze con quelle pesche succose e saporite. La frutta secca va a braccetto con la canapa: sono entrambi sapori di natura e di vero. Ti gusti una pasta che sa di mare e buono, appetitosa, leggera, e incredibilmente saporita. Consiglio di andare sul sito Strabuono, chiedere il pacco benvenuto e portarselo in vacanza. Perché ogni tanto, anche quando si è fuori, si sente il bisogno naturale di prepararsi una pasta che sa di casa e di bene. Così con quella pasta ti senti come le ostriche di Verga: attraccato allo scoglio, innamorato della tua terra, tenace e forte. E rivolto verso un oceano privo di nebbia e accarezzato dal sole… 
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    Prodotti

    STRABUONO

    Il resto degli ingredienti viene dal Mercato del Miradouro del Sitio di Nazaré (Leiria). Tutti i giorni, tranne la domenica. Ricordati, tra una cosa e l’altra, di sgranocchiare i lupini…

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