RUSTICHELLA D’ABRUZZO: a tavola con Ovidio

Fissus erat tenui rima, quam duxerat olim,
cum fieret, paries domui communis utrique.
id vitium nulli per saecula longa notatum –
quid non sentit amor? – primi vidistis amantes
et vocis fecistis iter, tutaeque per illud
murmure blanditiae minimo transire solebant.
saepe, ubi constiterant hinc Thisbe, Pyramus illinc,
inque vices fuerat captatus anhelitus oris,
“invide” dicebant “paries, quid amantibus obstas?
quantum erat, ut sineres toto nos corpore iungi
aut, hoc si nimium est, vel ad oscula danda pateres?

Da una sottile fessura, formatasi già al tempo della costruzione, era solcato il muro comune alle due case. Quel difetto, ignoto a tutti per centinaia d’anni (cosa mai non scopre l’amore?), voi, innamorati, per primi lo scorgeste e l’usaste come via per parlarvi: di lì ben protette passavano giorno per giorno in un sussurro le vostre effusioni. Spesso, immobili, Tisbe da una parte, Piramo dall’altra, dopo aver spiato a vicenda i propri aneliti: “Muro invidioso”, dicevano, “perché ti frapponi al nostro amore? Quanto ti costerebbe lasciarci unire con tutto il corpo o, se questo è troppo, aprirti perché potessimo baciarci?”…

[Ovidio, Le Metamorfosi, IV]

Arrivare al termine di un percorso, breve o lungo che sia, mi trasferisce sempre quella sensazione provata alla fine del liceo o dell’Università, quando la sera prima di grandi esami ascoltavo nostalgica e tesa “Notte prima degli esami”. Ciò che termina ha sempre un che di malinconico, e questo ultimo post dedicato a quelli che sono ormai diventati i miei amici di Rustichella d’Abruzzo reca in sé un po’ di questo bell’amaro.

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L’idea dei miei PRIMI LETTERARI ha trovato la prima applicazione proprio con le Sagne primoGrano di Rustichella, dedicate al Piacere di D’Annunzio, dove il tartufo, le mandorle e gli scampi volevano sedurre tanto il Vate quanto i lettori (https://nordfoodovestest.wordpress.com/2016/02/26/rustichella-dabruzzo-a-tavola-con-gabriele-dannunzio/. Per passare poi alla durezza di Ignazio Silone, a quel mondo difficile della vita di montagna, tra dittatura fascista e contadini vittime di soprusi e catastrofi. Molto semplice tradurre quel senso di angoscia e impotenza con la Pasta al Ceppo di Rustichella, e quel loro condimento alla salsiccia così avvolgente e intenso (https://nordfoodovestest.wordpress.com/2016/03/21/rustichella-dabruzzo-a-tavola-con-ignazio-silone/. Come fatto in casa, ma fatto meglio.

Qualche mese è passato, parecchi articoli sono usciti nel frattempo su nordfoodovestest, che è cresciuto e sta crescendo, da settembre fino ad ora, in mezzo agli entusiasmi di giovani produttori e grandi aziende. Una prima metamorfosi, la stessa di cui intendo parlare oggi nell’ultimo articolo (ma chissà che non arriveranno altri) dedicato ai Primi letterari con Rustichella d’Abruzzo.

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Grande azienda, grandissime persone e prodotti d’eccellenza. Paste di semola di grano duro, in tanti formati, dai classici a quelli giganti passando per quelli speciali, il farro biologico 100% abruzzese coltivato nei campi dell’area vestina,  la linea primoGrano, 4 referenze della tradizione abruzzese realizzate con il 100% di grano duro coltivato tra Loreto Aprutino, Moscufo e Pianella, e alcune delle tantissime novità presentate al CIBUS 2016 http://www.cibus.it/ come la Saragolla e il Senatore Cappelli, grani duri antichi abruzzesi. Quando si lavora con ingredienti così naturali e di qualità, e quando la sapienza in campo è così alta da tradurre quegli ingredienti in specialità gastronomiche di grande livello, il gioco è fatto.

E non dimentichiamo LE RUSTICHELLE, una delle ultime novità in casa Peduzzi: solo semola di grano duro dell’Area Vestina e uova 100% di galline allevate a terra (senza acqua) secondo la ricetta di famiglia; 90 anni di storia in un formato tipico della tradizione culinaria abruzzese, trafilato al bronzo e dalla ruvidezza degna di un grande sugo della domenica, antichi sapori e profumo intenso di grano. La pasta è nella nostra storia, e Rustichella d’Abruzzo ne fa onore in maniera sublime. Aggiungendo anche un tocco personale e regionale. Perché nei formati Laganelle, Stuzzicarelli e Pappardelle, troviamo quelle al Tartufo Nero, allo Zafferano tipico dell’Aquilano, al Vino Montepulciano d’Abruzzo, al Peperoncino; senza tralasciare il limone, la rucola, i funghi Porcini, il nero di seppia. Tutto questo per una pasta che non è solo una pasta.

Che la pasta Rustichella d’Abruzzo sia buona così da sola, è un dato di fatto. Ma se vogliamo aggiungere una nota in più, possiamo contare su POMODORI pelatisemisecchi, ciliegino, a pera d’Abruzzo (linea primo Grano); SUGHI all’arrabbiata, alle olive, ai peperoni, alla pecorara con verdure, alla norma, alle vongole, alla genovese. E ne citiamo solo alcuni. Se invece desideriamo regalarci qualcosa di ancora più ricercato, vengono in nostro soccorso i SAPORI DELLA DISPENSA: acciughe distese, al tartufo, con capperi o peperoncino; crema di basilico, di rucola, di porcini, di olive nere; pesto rosso, al pistacchio, alla genovese; salsa di noci e tartufata. Per paste e risotti, ma anche saporite, deliziose e croccanti bruschette… Un tripudio di sapori e gusti della tradizione e del territorio.

 

Rustichella d’Abruzzo però ci conduce in tutti i sentieri del piacere, dagli antipasti sapientemente conditi con OLIO E.V.O magari aromatizzato al tartufo o al limone, o ACETO BALSAMICO DI MODENA I.G.P; per arrivare fino ai dolci, e qui  la conclusione è davvero in bellezza. Troviamo MIELE di agrumi, eucalipto, castagno, arancio tutti abruzzesi; AMARETTI morbidi e croccanti d’Abruzzo; NEOLE e CANTUCCI d’Abruzzo. Ma anche COLOMBE, PANETTONI e PANDORI e la deliziosa SCLUCCHIATA di uva Montepulciano d’Abruzzo, prodotta solo con gli acini senza i semi, senza l’aggiunta di coloranti, conservanti e additivi.

Chi non vorrebbe una dispensa così?

LA METAMORFOSI DEGLI “STUZZICARELLI”

Ma veniamo a noi, al nostro amore per la pasta, per la letteratura e per Rustichella d’Abruzzo. Questa volta andiamo molto indietro, facendo una salto nella mia amata Antica Roma, precisamente nel I sec. a.C. Siamo a Sulmona, comune abruzzese in provincia dell’Aquila, e qui, nel lontano 20 marzo del 43 a.C., Publio Ovidio Nasone trova i natali. Celebre poeta elegiaco autore di carmi, lettere, trattati (Amores, Ars amatoria, Heroides, Fasti, per citarne solo alcuni), Ovidio finisce in un bel piatto Rustichella grazie al suo capolavoro per eccellenza, Le Metamorfosi, opera in 15 libri che contiene 250 miti di trasformazioni.

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Difficile scegliere, ma uno in particolare mi ha da sempre commosso e affascinato. Parliamo di Piramo e Tisbe, due giovani il cui amore contrastato li costringe a vedersi attraverso una sottile crepa nel muro che separa le loro abitazioni (come si legge nell’incipit del post). Questo fino a quando decidono di scappare: il luogo dell’appuntamento è vicino a un gelso, Tisbe arriva per prima (ammonimento per le donne: mai arrivare prima agli appuntamenti…) e qui riesce per miracolo a mettersi in salvo da una leonessa; ma nella fuga Tisbe perde il velo che la leonessa lacera e macchia del suo sangue. Alla maniera che poi leggeremo in Romeo e Giulietta, Piramo, trovando il velo, immagina che la sua amata sia morta e così si toglie la vita con la propria spada. Tisbe riesce a dargli l’ultimo saluto e poi, dopo averlo visto spirare, si toglie anche lei la vita con quella stessa arma. Dove sta la metamorfosi? Gli dei, mossi da grande pietà, rendono vermigli i frutti del gelso, in ricordo di tutto il sangue versato dai due giovani…

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Questo piatto di Stuzzicarelli al Montepulciano vuole essere un omaggio a loro: rossi come la loro passione, verdi di pesto di pistacchio come quel bosco dove si sono incontrati. Il tutto sormontato da una mousse delicata di mortadella e olive nere, dolce e impalpabile come il loro amore, rosa come la loro tenerezza e nello stesso tempo nera come la fine a cui vanno incontro, che è amara, dura e tristemente ineluttabile… Il piatto cambia nel piatto, i colori si sovrappongono e compensano; nulla è come sembra, perché a volte si capisce più il mondo guardandolo da una piccola fessura e da lì, da quella stretta finestra sulla vita, trovare la verità.

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Ingredienti per due persone: 125 gr di Stuzzicarelli al Montepulciano d’Abruzzo; 1/2 confezione di Pesto di pistacchio; 30 gr di olive nere denocciolate; 30 gr di pistacchi sgusciati; 50 ml di panna fresca; 40 gr di mortadella; 40 gr di formaggio fresco spalmabile; erbe di Provenza; crema di aceto balsamico; sale e pepe q.b.

Modalità di preparazione: Iniziate versando in una padella il condimento di pistacchio, allungato con due cucchiai di panna fresca, qualche pistacchio spezzettato grossolanamente e qualche oliva nera tagliata a rondelle. Scaldate qualche minuto per amalgamare bene il tutto e lasciare riposare. In un mixer versate il formaggio spalmabile, la panna fresca, la mortadella a fettine, un cucchiaino di erbe di Provenza, sale e pepe, qualche pistacchio e qualche oliva. Mixate fino ad ottenere una mousse cremosa, trasferitela in una sac à poche con bocchetta a stella e lasciate riposare in frigorifero per qualche minuto. Nel frattempo, cuocete gli stuzzicarelli in acqua bollente salata per 3 minuti al massimo. Scolate riservando un po’ di acqua di cottura. Unite la pasta al condimento e mantecate con un paio di cucchiai dell’acqua di cottura. Servite la pasta con la mousse di mortadella, granella di pistacchio e qualche goccia di crema di aceto balsamico.

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La sensazione primaria è la dolcezza: Piramo e Tisbe si stanno incontrando. Le loro mani si incontrano come gli Stuzzicarelli abbracciano la crema di pistacchi. Si sente una sinfonia vicina, delicata, interrotta solo ogni tanto dalla granella di pistacchio. Forse la leonessa li ha trovati? Forse qualcuno li ha scoperti? No, in questo piatto tutto va come deve andare: la mousse è avvolgente, rosea come il futuro che li attende, ricca di sapore al pari del sentimento che li unisce. Piramo e Tisbe possono e devono amarsi. All’ombra del gelso e di quel pesto di pistacchi  che è così: semplicemente straordinario…

Vino in abbinamentoEughenos Rosato igp Terre Aquilane

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Azienda Agricola Di Cato Francesco

“I campi Peligni son percorsi da limpide correnti, e sul suolo morbido l’erba rigogliosa verdeggia. Terra fertile della spiga di Cerere, e ancor più di uva, qualche campo dà anche l’albero di Pallade, l’ulivo…” (Amores, II).

Restiamo in terre ovidiane con un’azienda conosciuta per caso a Milano, a una fiera di vini naturali. Mi piacciono fin da subito: i loro vini trasudano la ricchezza di una terra piena di storia e tradizioni. Se un vino profuma di Ovidio già mi piace, anzi, mi piace di sicuro prima ancora di assaggiarlo. Perché se il vino nasce dalla terra, e quella terra è la stessa delle “limpide correnti” di Ovidio, allora quello è prima di tutto un vino sacro. tappi di catoPoi l’Azienda è proprio di Vittorito, celebre per aver dato i natali al Montepulciano d’Abruzzo. La Valle Peligna (provincia de L’Aquila) è la zona per eccellenza di questo vitgno, con il  quale Di Cato produce anche questo Cerasuolo, rosato vinificato per salasso senza aggiunta di chimica. Parliamo di VINO BIOLOGICO, con solfiti al di sotto della quantità prevista dalla certificazione biologica, non pastorizzato, non trattato chimicamente, non  filtrato. Anche questo vino, come i nostri Stuzzicarelli, cambia. Nella bottiglia ha un colore, poi lo versi e cambia leggermente, lo lasci ossigenare un po’ e cambia ancora. Non è meraviglioso? Pensare che lungo un pranzo quello stesso vino possa e sappia regalarti tante sfumature diverse, uno stesso vitigno e infinite caratteristiche, profumi, suggestioni, riflessi. Il bello di un vino naturale è che ispira natura e la trasferisce nel bicchiere e negli occhi: un vino vivo che tiene compagnia, perché cambia insieme a te, che lo degusti e lo accompagni a un bel piatto di Rustichella d’Abruzzo.

Siamo poeti della natura, insieme ai nostri Amici abruzzesi, tra Rustichella d’Abruzzo e Di Cato. Osservati dall’occhio attento di Ovidio, e dall’amore condensato in pianta vermiglia di Piramo e Tisbe, testimoni di un sentimento mutevole ed eterno, sacro e intoccabile…

  • CONTATTI

RUSTICHELLA D’ABRUZZO http://rustichella.it/

Piazza dei Vestini 20, Pianella 65019 (PE) – Tel. +39085971308 Fax +39085972521

AZIENDA AGRICOLA DI CATO FRANCESCO  vinicoladicato@alice.it

Via Colle della Fonte 14c, Vittorito (AQ)

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