“Stette la SFOGLIA immemore”: le tartelettes di Manzoni

Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal sospiro,
Stette la spoglia immemore
Orba di tanto spiro,
Così percossa, attonita 5
La terra al nunzio sta,

Muta pensando all’ultima
Ora dell’uom fatale;
Nè sa quando una simile
Orma di piè mortale 10
La sua cruenta polvere
A calpestar verrà.

[Il cinque maggio, Alessandro Manzoni]

Alessandro_ManzoniChe il mio amore per Manzoni sia profondo, “radicato e compresso” usando le sue parole, è risaputo. Nella mia (meravigliosa) esperienza di insegnamento, ho imparato tante cose, ma la prima e principale è che… “Prof, i Promessi Sposi sono illeggibili!”. Povero Alessandro, lui che si era tanto impegnato a sciacquare i panni in Arno, depurare la sua scrittura e trasferirci un romanzo di una portata spettacolare. Però un po’ li capisco: spiegarvi l’Addio Monti di Lucia, la conversione dell’Innominato, l’infelicità diabolica della monaca di Monza non era proprio cosa da otto del mattino. Ma quella spada, ragazzi, quella spada che Don Rodrigo sente, presaga della peste che lo porterà alla morte, quella è davvero la punta dell’iceberg di un capolavoro (“Infuriato, volle metter mano alla spada; e appunto gli parve che, per la calca, gli fosse andata in su, e fosse il pomo di quella che lo premesse in quel luogo; ma, mettendoci la mano, non ci trovò la spada, e sentì in vece una trafitta più forte”). Ma torniamo a oggi, cinque maggio 1821, giorno della morte di Napoleone Bonaparte, a cui Manzoni dedica un’ode di impatto straordinario, dove la forza del condottiero si alterna alle sue debolezze, in una mistica alternanza tra uomo divino e uomo mortale.

TARTELETTES DI POLLO, GORGONZOLA E DATTERI

Bene, in omaggio a Manzoni, a Renzo e anche un po’ alla Francia, oggi Nordfoodovestest si sbizzarrisce con delle tartelettes con pollo, gorgonzola e datteri. Il tutto risponde a un preciso perché: tartelettes in omaggio a Napoleone; pollo in ricordo di quei quattro capponi che l’ingenuo Renzo porta in dono ad Azzeccagarbugli; gorgonzola ovviamente in quanto prelibatezza lombarda; datteri come richiamo alle conquiste esotiche di Napoleone. E non c’è che dire: tutto si sposa davvero benissimo

Ingredienti per 6 TARTELETTES

1 rotolo di pasta sfoglia; 200 ml di panna da cucina; 300 gr di petto di pollo; 150 gr di gorgonzola; 6 DATTERI; 30 gr di frutta secca (anacardi, pistacchi, mandorle); sale e pepe q.b; qualche foglia di salvia; 1 spicchio d’aglio; 1 cucchiaio di crema di aceto balsamico; due cucchiai di olio EVO.

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Modalità di preparazione

In una padella fate rosolare lo spicchio d’aglio con un cucchiaio d’olio e la salvia per qualche minuto; aggiungete il petto di pollo, coprite con un coperchio e fatelo cuocere una decina di minuti sfumando con la crema di aceto balsamico. Fate raffreddare il pollo nella salsina per un’ora.

Tagliate il pollo finemente eliminando l’aglio e la salvia; ponetelo in un mixer insieme alla panna, alla gorgonzola e alla frutta secca, fino ad ottenere una crema abbastanza consistente. Preriscaldate il forno.

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Tagliate la sfoglia in forme della grandezza delle tartelettes. Bucherellate il fondo di ogni tartelette, per ognuna versate un po’ del composto, aggiungendo in ogni tortina mezzo dattero tagliato e pezzetti. Ultimate con un giro d’olio, qualche anacardo spezzettato e della salvia secca in polvere. Infornate per 180° per una ventina di minuti.

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Eccoci con le nostre sfogliette immemori tra le mani: piene di sapore, avvolgenti, dolci e leggermente piccanti insieme (io scelgo sempre una gorgonzola non troppo dolce). Il dattero nero iraniano che ho scelto è tenero e resta molto morbido, contrasta bene con la croccantezza della frutta secca.

Mi sembra di vederli: Renzo impacciato dall’avvocato che si prende gioco di lui; Napoleone tra Alpi e Piramidi; Manzoni che compone la sua lirica guidato dalla mano alta e sapiente della sua sicura Provvidenza. E poi Lucia che saluta la sua terra, nostalgica ma dopotutto serena; il fedele Griso che alla fine tradisce il suo padrone Don Rodrigo. Vedo le mani accoglienti di Fra’ Cristoforo e gli occhi pieni di mistero dell’Innominato. E mi perdo nelle fantasie di queste tartelettes, profumate e che io da immemori ho riempito di ricordi e immagini. Tutto merito tuo, Alessandro, che ci insegni sempre quando l’arte vera altro non sia che la manifestazione più pura e sincera della Grazia divina…

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Vino in abbinamento: 

Certamente un Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG Pinot Nero.  Fresco, sapido, regge bene con la struttura del piatto. Persistente, avvolge con grazia il palato. Da provare!

E come ci insegna il dialetto lombardo: Mangia, bev e tas; e viv in santa pas.
(Mangia, bevi e taci; e vivi in santa pace)

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