Uno Champagne FAIVRE per dire Ti amo…

Nel 1942 l’illustratore Raymond Peynet è seduto su una panchina a Valence, in attesa dell’arrivo del treno. Improvvisamente, una musica proveniente da un chiosco vino alla stazione lo rapisce: un violinista solitario dai capelli lunghi sta suonando mentre una giovane donna è intenta ad ascoltarlo. Lo sguardo di Peynet va oltre, a quel mondo sconfinato e sconosciuto dell’immaginazione, dove il violinista rimane da solo insieme alla ragazza e, in quel gazebo deserto, inizia a dedicarle sinfonie d’amore.

Nascono così Les Amoureux de Peynet: nascono per caso, queste due figurine esili e filiformi, sottili come giunchi al vento, esili e immacolati come colombe bianche, innamorati e felici, e quindi leggeri come nuvole. Lui e lei, la storia d’amore per eccellenza: nessuno sa chi siano, soprattutto Peynet, anzi quei due ragazzi non esistono, ma negli occhi di quel poeta illustratore di anime loro esistono veramente, con il cuore capace di amare come nessun altro. Tanti sogni, quelli descritti da Peynet, tra alberi, pesci volanti, gabbiette sempre rigorosamente aperte da cui escono cuori e pavoncelle.

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Vogliamo sederci anche noi su quella panchina, aspettare il treno, salire sul quel treno e viaggiare verso Belval-sous-Châtillon, perché qui, nel cuore della Vallée de la Marne, CHAMPAGNE FAIVRE ci apre le sue porte. Oggi con nordfoodovestest parliamo d’amore: giochiamo con gli angeli e gli ombrellini di Peynet, prendiamo in mano l’innamorato e lo conduciamo nei campi dell’amore, gli stessi dove San Valentino ci sta aspettando. E insieme a tutta questa magia, ci addentriamo in un’altra bellissima storia d’amore, quella che ha permesso prima a Robert Faivre, poi a Bernard e ora a David di trasformare storie, parole, sorrisi in magici Champagne. In una sola parola: radici. La loro parola chiave è proprio questa, racines, e la loro filosofia è quella Des racines naturellement partagées. Mi piace l’idea che la condivisione di qualcosa di così prezioso sia un fatto naturale, e  allora immagino la tradizione di questa maison come uno degli alberi di Peynet, un albero dalle radici profonde e dai rami alti e protesi verso il cielo. Perché quando il vino è così, mi eleva il cuore, portandolo lassù dove i cherubini colorati mi sorridono.

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Questa maison parla da sé: vedo il suolo gessoso, le mani consumate da quel suolo gessoso, ma vedo soprattutto la forza dirompente di una famiglia che qui, su questa terra dura e generosa insieme, ci trasporta in Grande Réserve, Blanc de Blanc, Ratafia de Champagne. Azienda fondata da Robert Faivre nel 1953, Champagne Faivre fa della cultura della famiglia il suo punto di forza. Resto piacevolmente colpita e commossa nel sentir parlare David, suo nipote: «Les valeurs humaines, les valeurs familiales, le travail d’équipe et la qualité du travail font partie des choses qui m’anime et dont je puise toute mon énergie…». Valori famigliari e umani, lavoro di squadra, qualità del lavoro rendono questi Champagne prima di tutto un lavoro di cesello, come se ci fosse la mano esperta e fine di Peynet a tratteggiare quelle bottiglie, dipingere le etichette o scolpire i tappi.

Radici, amore, impegno, risultati. E anche esigenza e condivisione, così da essere fieri delle proprie Cuvées e farle conoscere, spartire quell’amore da cui sono nate come in una sinfonia… Le idee nascono per caso, come quella visione di Peynet nel lontano ’42. Qualche anno dopo anche Robert avrebbe avuto un’altra idea, un altro bisogno di creare qualcosa, di trasformare la terra in una fonte utile per l’uomo, creando la maison che tuttora, con profonda passione, i suoi successori stanno portando avanti. Ma il caso da cui nascono le idee non basta: serve il fuoco per alimentare quel caso, e serve la costanza per tenere accesa la fiamma. Tutto questo Faivre lo sa bene, e io guardo con ammirazione a una famiglia che fa del suo essere famiglia e del suo lavorare in squadra il punto di forza. Quelle merveille

 

Potremmo sperimentare un po’ di tutto: dalla nota delicata della noce moscata nel Ratafia di Champagne, agli agrumi e burro del Reflet Naturel, per terminare poi con la frutta esotica del Millésime 2007.  Ma oggi vogliamo innamorarci per la prima volta e per l’ennesima volta, e lo facciamo grazie a Faivre che con il suo BRUT GRANDE RESERVE ci offre un perfetto momento di dolcezza con il nostro innamorato. Mi sento come Valentina che sta aspettando il suo Valentino, e mentre attendo mi fisso sul perlage così fine di questo Champagne che mi riporta al chiosco di musica di Peynet. Pera, miele d’acacia, crosta di pane e delicate note speziate di cardamomo e cannella per questo 32% Chardonnay, 22% Pinot Noir, 46% Pinot Meunier.

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Preparo dei Blinis tiepidi al salmone con burro salato, pepe rosa e un tocco di crema al tartufo; qualche Vol au vent con Noix de Saint Jacques (capesante), panna, funghi e pepe di Sichuan; e un primo di Ravioli al branzino con pancetta croccante. Preparo con amore in attesa del mio amore, con accanto il mio Brut Grande Réserve. E ancora una volta mi giunge alle orecchie la musica del violinista. Lo servo in calici che non sono calici ma storie: sono i Baccarat di mia nonna, custoditi gelosamente per tutta la vita e poi consegnati a me, come un testimone fatto a forma di sapienza e cristallo. Batto leggermente il bicchiere contro il vassoio e sento il cristallo che suona con il vassoio d’argento. Anche loro, forse, in questo momento si stanno amando.

Faivre però ha aggiunto altro: per San Valentino ha realizzato un cofanetto delizioso composto di una piccola taglia di BRUT ROSE, due flûte rigorosamente rosa, qualche cioccolatino e dello sciroppo alla mela stregata. Continuiamo così nella sinfonia di uva spina e ribes del Brut, la nota dolce dello sciroppo e quella amarognola del cioccolato fondente. Tutto estremamente immaginifico, colorato e vivace come queste bollicine. Lo si può ordinare al link http://champagne-faivre.com/invitation.php però dovete fare presto (anche se ogni momento dell’anno è quello buono per regalare questa poesia rosa e brillante…).

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Proseguo allora la mia cena romantica con il Rosé, dei Gamberoni al Piment d’Espelette, per concludere poi con un Gratin ai frutti rossi. La musica del violinista è un sottofondo che allieta, insieme alle risate della famiglia Faivre che avverto in sottofondo, il sorriso complice e felice (e sazio!) del mio “Valentino”, il calice di Baccarat liscio e fine com’era la pelle di mia nonna.

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Viviamo per amare e per raccontare storie d’amore come questa: storie di maison che ci mettono il cuore, per le quali nulla è impossibile e tutto è possibile. Perché, in fondo, questo è il magico mondo dei suonatori di violino e dei pesci volanti.

Merci Faivre, pour nous rappeler tout ça!

  • CONTATTI

Champagne Robert Faivre

64-66 Grande rue, 51480 Belval-sous-Châtillon, France

contact@champagne-faivre.com / http://champagne-faivre.com/

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