Un’ottima annata insieme a Stefano e al suo Grignolino

stemma di famiglia

Ci sediamo e Fabrizio ci porta subito un tagliere misto: affettati come se piovesse, tome e caprini come se piovesse. Un ottimo inizio. Siamo al Bistrot Turin e davanti a me c’è Stefano, anzi Stuz per gli amici. E io mi permetto di chiamarlo subito così, perché a parlare di vini e a raccontare le proprie storie si condivide subito qualcosa nel profondo. E quindi io e Stuz siamo già amici. L’incontro con questo piccolo produttore ha due nomi: Sanpietro e Sossàla. Sono le due “bute”  che Stefano, anzi Stuz, mi porta in degustazione: Grignolino il primo, Barbera d’Asti il secondo.  Vorrei subito sapere il perché di questi nomi, ma devo trattenere la mia curiosità: “Una cosa alla volta”, mi dico. E quindi iniziamo dalle etichette: minimal ed eleganti, mi piacciono molto. “Le fa mia cugina” sorride Stefano-Stuz “ma vuole cambiarle credo…”.

stefano parla def paesaggio stefano

A capire che l’azienda PODERI GIROLA è estremamente famigliare non ci vuole molto: Stefano è davvero un artigiano del vino, e a 29 anni ce ne sono più pochi (o vorrei dire ancora pochi).  Lui è le braccia e le fatiche di questa azienda del Monferrato, a Calliano, dove da più di 100 anni la famiglia Girola possiede circa 5 ettari di vigneto (e 5 di noccioli!). Storie di nonni e nipoti che si intrecciano, storie di padri che chiedono ai figli quindicenni di andare a sistemare la vigna, storie di quel figlio che quindicenne si innamora di una terra mai toccata prima, una terra che adesso è la sua terra, il suo amore. Tutto nasce per caso, o forse nulla nasce per caso. E se a quindici anni magari preferisci uscire con gli amici, il giovane Stefano sceglie quella terra dura e difficile, che ora, a distanza di quasi quindici anni, inizia a regalargli grandi soddisfazioni.

bottiglie primo piano def bottiglia primo piano def vino e affettatidef

Poderi Girola anni fa era Podere Girola: una sola vigna che il padre di Stefano ha rilevato a sua volta da suo padre: “Io ho iniziato così, perché mio padre ci teneva e io poi ho iniziato a tenerci più di mio padre”. Questa frase mi gira nelle orecchie… “E io poi ho iniziato a tenerci più di mio padre…”. La terra assorbe le premure, l’uva si nutre dell’amore di chi la manipola, il vino restituisce nel bicchiere le fatiche e la passione. Ecco che il Grignolino di Stefano diventa il migliore Grignolino esistente. Perché se qualcuno te lo racconta, te lo fa assaggiare, ti spiega cosa c’è dietro, e se raccontandotelo, i suoi occhi si accendono, allora quello è un vino da Tre Bicchieri, o da quattro o cinque… Ma torniamo a noi.

trattore stefano

Stefano si identifica nel Grignolino, il suo grande amore. “Sta bene con tutto: antipasti, carne, pesce…”. E poi con Calliano siamo nel triangolo delle Bermuda del Grignolino: Portacomaro-Calliano-Migliandolo. Poderi Girola è anche Barbera D’Asti e Chardonnay, anzi: lo Chardonnay di Stefano si trova in qualche ristorante stellato, e il Barbera arriva fino in Giappone. “Il Grignolino invece all’estero non se lo fila nessuno…”. Tra me e me sorrido: sento che Stefano diventerà il re incontrastato del Grignolino. “Forse quest’anno riusciamo con l’annata 2015 a uscire con un Barbera superiore”: perché questa è stata davvero un’ottima annata, anche per i Poderi Girola. Quindi prepariamoci per vederne e assaggiarne delle belle… Perché nei poderi c’è anche qualche filare di Cabernet, ma “quest’anno proviamo a vinificare 90% Cabernet, 10% Barbera. Se non proviamo quest’anno…”.

A proposito di assaggi: il tagliere di Fabrizio sta calando, così come il primo vino nel calice: un Sanpietro 2014. I nomi sulle etichette corrispondono ai cru: Sanpietro è l’amato Grignolino di Stefano, di un bel rosso rubino e con un sentore caratteristico di rosa e piccoli frutti rossi che all’assaggio sfumano invece in delicate note speziate, specialmente pepe bianco.

piatto e biro def brindisi def

Passiamo al secondo: la Sossàla, che prende il nome dal cru più antico di casa Girola. Vinificato in acciaio, invecchiato un anno in bottiglia, è di rosso rubino scuro, con note di more e ciliegia e una leggera speziatura che all’assaggio regala una buona persistenza. Perfetto con il formaggio stagionato che mi serve Fabrizio insieme ad una pancetta coppata che con il crostino di pane alle noci si sposa benissimo. Bravo Fabrizio del Bistrot, e bravo Stuz che trasformi una pausa pranzo in un viaggio nel Monferrato astigiano.

La produzione è di circa 10.000 bottiglie annue: “Iniziamo così, e poi vediamo”. Procede a passi prudenti Stefano, prudenti ma precisi. Sono passi di qualità i suoi, e poi in fondo è da soli tre anni che Stefano segue i terreni così integralmente: “Prima producevamo circa 500 bottiglie annue ma, come dire… Ce le bevevamo noi!”. E facevano bene, mi dico. E di nuovo sorrido, pensando all’uso che fa Stefano del plurale: “Facevamo, produciamo, abbiamo”. Ma oltre a parenti stretti, cugini e un signore che spesso lo aiuta nella manovalanza, Stefano è la testa, il cuore e le mani di queste terre. Sono curiosa di assaggiare lo Chardonnay Manseco, e anche lo Spumante Brut : 50% Chardonnay, 50% Pinot nero, lasciato 7 mesi sui lieviti. Ma per questi devo aspettare il prossimo brindisi…

La pausa pranzo monferrina volge al termine. Io e Stefano siamo i padroni della splendida saletta di Fabrizio: il suo Bistrot è un angolo di Parigi, poesia e soprattutto vini in una Torino spesso troppo poco attenta alla cultura di un buon calice di bianco. Ma questa del Bistrot Turin è un’altra storia a cui nordfoodovestest regalerà il giusto spazio. Nel mentre brindiamo insieme: io con il mio blog, Stuz con i suoi figli della terra, Fabrizio con il suo Bistrot rosso e panna e le pareti tappezzate di bottiglie. Brindiamo all’entusiasmo che unisce i nostri progetti, alle fatiche che rendono i risultati ancora più soddisfacenti. Brindiamo a un lavoro che amiamo, e a un vino che va rispettato, condiviso e apprezzato. Brindiamo proprio a quel vino, scolpito dalla terra, e che a sua volta ci scolpisce e colpisce il palato e il cuore. Con grande umiltà e profonda grazia…

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CONTATTI:

PODERI GIROLA. http://www.poderigirola.it/ – Stefano 333 2004697 http://info@poderigirola.it

BISTROT TURIN. Via Po 21, Torino – 011 698 9032

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