Mettiamoci il cuore: #SaveRummo

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Risalire alle origini di una nascita è sempre un processo lungo e affascinante. nordfoodovestest è nato nel mio cuore parecchi anni fa, quando piano piano il mondo straordinariamente complesso e misterioso della filologia germanica mi ha avvicinata a racconti di naviganti e draghi, divinità e viaggiatori, imprese eroiche e banchetti da guerrieri. C’era soprattutto un tema, quello dell’ospitalità, che vedevo quale filone ricorrente in moltissime saghe del Nord, e ad esso si collegava il cibo condiviso, il luogo della sala dove questo avveniva, i racconti che si inframmezzavano tra una pietanza e l’altra. Insomma, un vero e proprio mondo dentro altri mondi tutto da esplorare. Da qui l’idea di un libro (in uscita a gennaio 2016), seguito dal bisogno di costruire un progetto più grande, rappresentato dal blog nordfoodovestest, il cui motore portante è il racconto appassionato di piccole realtà enogastronomiche italiane e non, che con il loro esempio di lavoro domestico cesellato con l’amore e la qualità possono essere elette a rappresentanti dell’eccellenza, siano esse ristoranti sperduti in mezzo alle montagne, panetterie di una volta o aziende nascoste agli occhi dei più. Aziende famigliari innamorate del proprio lavoro al punto che ciò che poi noi assaggiamo è impregnato di quell’amore: quel biscotto di meliga o quel bicchiere di birra trasudano la fatica, l’impegno, la dedizione; sono intrisi della passione investita per realizzarli, scrivono su di sé la storia delle famiglie che li hanno prodotti.

Ecco che questa volta mi sento di fare un’eccezione al mio blog, per passare dalle piccole realtà famigliari a una grande realtà famigliare. Lo faccio perché il loro è uno straordinario esempio di azienda che ce l’ha fatta, portando sulle nostre tavole e ancora di più nel nostro immaginario e ricordi i migliori prodotti della terra. RUMMO ha più di 160 anni: la sua storia inizia nel 1846 “quando, con i nostri cavalli Bruto, Baiardo e Bello iniziammo a percorrere le terre del Sannio alla ricerca dei migliori grani duri. Ogni viaggio iniziava e finiva a Benevento, sullo storico ponte di San Cosimo che permetteva alla via Appia di superare il fiume Sabato e raggiungere il nostro antico mulino”.

Nella notte tra il 14 e il 15 ottobre scorsi quelle terre hanno assistito a un violento nubrifagio che ha ridotto sott’acqua Rummo, Agrisemi Minicozzi e Metalplex. La campagna di solidarietà si chiama #SaveRummo. Non è molto ciò che noi possiamo fare, ma forse è anche tanto: acquistare un pacco di pasta Rummo, condividendo l’hashtag su Facebook, Twitter, Instagram, magari con una foto che ci ritrae insieme ai nostri amati spaghetti n°3 a lenta lavorazione.

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Io ho scelto le Penne rigate n°66. Le scelgo oggi, e domani. E anche dopodomani. E ritorno indietro nel tempo, quando all’asilo la cuoca Angela ci preparava quello che poi è diventato il mio piatto del cuore, Le 4 P: penne panna prosciutto piselli. Un incanto. Ci chiediamo spesso da dove derivi la bontà di un piatto: dalla mano di chi lo prepara, dagli ingredienti adoperati, dai giusti tempi di cottura. Poi c’è qualcosa d’altro che spesso ci sfugge: chi ha lavorato quella terra, costruito quei mulini, irrorato quei campi ha la stesso motore di chi adesso non si lascia piegare da un nubifragio che ha distrutto tutto. Il manifesto di Rummo parla chiaro: “Ripercorrendo le tappe di 160 anni di storia, fatta di successi e di passione, emergono con forza i valori che ancora oggi guidano l’azienda: la capacità di innovare guardando al passato; la fedeltà e la dedizione al lavoro; la centralità delle persone; la capacità di rialzarsi di fronte alle difficoltà”. Ripenso al piatto delle 4 P, ma il grande esempio di Rummo mi fa aggiungere un’altra P, essenziale: PERSONE.

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Grazie Rummo, siamo con voi!

CONTATTI: RUMMO Lenta Lavorazione Spa Contrada Ponte Valentino Z.I. Area ASI 82100, Benevento, Italia / +39 0824 331 111 /  http://crm@pastarummo.it – http://www.pastarummo.it/it/

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