Una bodega di vino a Tordesillas…

Con pan, vino y queso, no hay camino tieso

Il primo articolo vuole essere dedicato a loro, le ragazze di Tordesillas. La Bodega Muelas incarna perfettamente lo spirito e il senso di Nordfoodovestest: piccola azienda familiare annidata in un paesino sperduto della Castiglia. Anzi, nemmeno tanto sperduto. Arrivi a Tordesillas e immediatamente ti proietti nel 1494: qui, il 7 giugno, gli imperi spagnolo e portoghese si spartiscono le terre di influenza, seguendo la cosiddetta raya, una linea immaginaria posta a circa 2000 chilometri dalle isole di Capo Verde. Le terre ad ovest della raya sarebbero state destinate alla Spagna, quelle ad est al Portogallo.

CantinoPlanisphere

Qualche secolo dopo ti addentri di nuovo in quella storia, ti senti un po’ esploratore anche tu, soprattutto perché Tordesillas è davvero una piccola perla da scoprire, immersa nella calda Castiglia, tra profumi di cocido castellano e rumori di bicchieri della Plaza Mayor del paese. Si sente la Spagna, quella del vociare confuso e allegro, del vinho tinto e delle tapas anche a colazione, delle strade polverose e linde insieme. Ma non ti aspetti una bodega di produttori così meticolosi e attenti, almeno finché da lontano, mentre percorri il Calle Santa María, la giovane Helena non esce dalla sua tienda per invitarti ad entrare.

Sono circa le sei di sera di un tiepido pomeriggio di luglio. La Bodega Muelas è prima di tutto negozio di vini, ma anche drogheria, da lontano intravedo anche formaggi e prodotti vari. Ma ciò che non è vino è seminascosto da una tenda, e così il mio sguardo è subito rapito da loro, i loro cinque protagonisti (“Il Vermouth non è stato ancora corretto, non è pronto” mi bisbiglia Helena, preoccupata del fatto di non farmi assaggiare il loro prodotto di punta). C’è profumo di Tempranillo e Verdejo, le loro uve, ma anche di quercia: le barrique di rovere francese e americano, quelle in cui il Tempranillo invecchia un anno prima di essere messo in bottiglia.

IMG_20150812_185843

Inizio la visita, molto breve e molto fredda. Ma così suggestiva che se solo mi fossi portata dietro il pc, avrei chiesto di rimanere a scrivere lì sotto, a 13 metri di profondità, con 11 gradi e il 75% di umidità. Non esiste posto migliore di questo per scrivere di antichi racconti e storie di famiglia. Il sotterraneo profuma di umido e terra, ne esistono pochissimi così in Spagna, ed è una fortuna poterlo visitare, disegnando le proprie iniziali su bottiglie polverose. Helena mi accompagna nella visita, sorride per ogni cosa che dice, perché ogni cosa rappresenta la descrizione delle loro tappe di lavorazione. Insieme ascoltiamo il rumore delle barrique, che respirano attraverso i respiradores, e io lo sento, percepisco nelle orecchie e sulla pelle il loro alito raffreddato e carico di vino, carico di vita.  Ci troviamo nel punto più basso della cantina, il secondo piano sotterraneo, dove stanno invecchiando le bottiglie del 2007.  Tornate nella tienda assaggio un 100% tempranillo MUEDRA 2005 e un 100% verdejo ALIDOBAS: il rosso ricorda prugne e lamponi maturi, qualche nota balsamica e leggeri richiami al pepe nero e cioccolato. Lo assaggio e già mi pregusto quel vino a cena, insieme a qualche consistente tapas magari di carne e verdura. Il bianco non è meno complesso, con ananas e mela che sfumano nell’erba e nella frutta secca. Ed è sinfonia.

IMG_20150812_190712IMG_20150812_191640
IMG_20150812_191144IMG_20150812_191612

Mi intrattengo con le ragazze ancora un po’, ci scambiamo i contatti. “Tornerò presto” dico io, ma mi rendo conto di non averlo detto ad alta voce: l’ho solamente sussurrato a me stessa, nella segreta intimità del cuore che si chiama speranza. Chissà quando tornerò… Per ora, acquisto sei rossi e tre bianchi. Insieme a un libro di ritornelli sul vino in spagnolo. Che io conosca poco lo spagnolo è un altro discorso. Perché la lingua del vino è la stessa: del cuore, tra legni che respirano e sguardi che profumano.

IMG_20150812_191717

  • PIATTO IN ABBINAMENTO: ALUBIAS ROJAS CALDOSAS

Sono fagioli rossi insaporiti con cipolla, peperone, olio e pepe, serviti con sanguinaccio e riso. L’untuosità e la profonda aromaticità di questo piatto castigliano, unitamente alla sua speziatura e succulenza, rendono questo piatto strutturato, ideale ad essere abbinato al rosso Muedra 2006, il cui tannino robusto dà astringenza e la discreta acidità conferisce all’abbinamento una buona freschezza gustativa. Da provare…

  • SPUNTI LETTERARI:  il ritornello a inizio articolo proviene dal testo Refranes y dichos populares en torno a la cultura del vino di Víctor Jorge Rodríguez (maggio 2015).
  • VITIGNI menzionati: tempranillo, verdejo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...